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Novi_23 - Copia - VALTORTAVOX

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Lettura di: UNA VOCE AMICA


23 DIO, che TUTTO HA CREATO, NON HA CREATO la MORTE QUADERNI_19431031

  Dice Gesù:
   «Due sono i generi di morte. Già l’ho spiegato.[510]  Vi è la piccola morte, quella che vi leva dalla Terra e libera il  vostro spirito dalla carne. E vi è la grande morte, quella che uccide  ciò che è immortale: lo spirito vostro. Dalla prima risorgete. Dalla  seconda non risorgerete in eterno. Sarete per sempre separati dalla  Vita: ossia da Dio, Vita vostra.
  Più stolti degli animali, che  ubbidendo all’ordine dell’istinto sanno regolarsi nel cibo, nei connubi,  nello scegliersi le dimore, voi, con le vostre continue disubbidienze  all’ordine naturale e soprannaturale, molte volte vi date la morte prima  e seconda da voi stessi. Intemperanze, abusi, imprudenze, mode stolte,  piaceri, vizi uccidono la vostra carne come tante armi maneggiate da voi  in delirio. Vizi e peccati uccidono poi la vostra anima. Perciò Io  dico:[511] “Non andate a cercare la morte cogli errori della vostra vita e la perdizione con le opere delle vostre mani”.
  Ve l’ho detto:[512]  Dio, che tutto ha creato, non ha creato la morte. Opera sua il sole che  splende da secoli di millenni; opera sua il mare contenuto nei suoi  limiti su un globo che rotea negli spazi; opera sua le infinite stelle  per cui il firmamento è come uno spazio su cui siano sparsi i gioielli  caduti da un aperto forziere smisurato; opera sua animali e piante: dai  colossali, come elefanti e baobab, ai più esili, come la esile piuma del  musco e l’effimero moscerino del fragoleto; opera sua voi uomini, dal  cuore più duro del diaspro e dalla lingua più tagliente del diamante  creati e sepolti dall’Eterno nelle viscere del suolo, dal pensiero più  oscuro del carbone creatosi negli strati terrestri con decomposizione di  millenni, dall’intelligenza potente come aquila negli spazi ma dalla  volontà cocciuta e ribelle come quella di una scimmia.
  Ma la morte  non l’ha creata. Quella è stata generata dal vostro sposalizio con  Satana. Il vostro padre, nell’ordine del tempo terrestre, Adamo, l’ha  generata prima di generare suo figlio. L’ha generata quel giorno che,  debole davanti alla debolezza della donna, cedette alla volontà sedotta  di lei e peccò[513] dove non s’era mai peccato, peccò sotto al  sibilo del Serpente e le lacrime e i rossori degli Angeli. Ma la piccola  morte non è un gran male quando con essa cade solo, come foglia che ha  fatto il suo ciclo, la carne. È anzi un bene, perché vi porta là donde  veniste e dove un Padre vi attende.
  Come non ha fatto la morte  della carne, Dio non ha fatto la morte dello spirito. Ha anzi mandato il  Risuscitatore eterno, il suo Figlio, a darvi Vita quando già eravate  morti. Il miracolo di Lazzaro,[514] del giovane di Naim e della  figlia di Giairo non sono gran che. Erano degli addormentati: Io li ho  destati. Grande è invece il miracolo quando di una Maddalena, di uno  Zaccheo, di un Disma, di un Longino, morti nello spirito, ho fatto dei  “vivi nel Signore”.
  Esser vivi nel Signore! Non vi è cosa più  grande in bellezza, in gioia, in durata, in splendore di questa.  Credetelo, o figli, e cercate di esser “vivi”. Vivi in Dio Uno e Trino,  vivi nel Padre, vi­vi per l’eternità.
  Voi che chiamate inferno la  Terra, e per quanto infernale l’abbiate resa coi vostri sistemi feroci è  un paradiso rispetto alla dimora di Satana, non date per ultima mèta  l’inferno al vostro spirito. Dategli Dio che è Paradiso allo spirito  vostro e lasciate l’inferno agli inferi, ai dannati, ai maledetti che  hanno rigettato la Vita, cibo ripugnante al loro cuore di pervertiti, e  accolto la morte di cui erano ben degni.
  Se tutto finisse sulla  Terra, sarebbe ancor poco male apparire malvagi per poco tempo. Gli  uomini presto lo dimenticherebbero, perché il ricordo è come nuvola di  fumo che presto dilegua. Ma la Terra non è tutto. Il tutto è altrove. E in quel “tutto” troverete ad aspettarvi ciò che avete compiuto sulla Terra.
  Nulla sarà senza giudizio.  Pensatelo. E come dementi non dilapidate le sostanze che Dio vi ha  dato, ma fatele fruttare per la vostra immortalità. Non muoiono coloro  che vissero nel Signore. Quanto quaggiù fu dolore, avvilimento, prova,  si muterà per essi nell’aldilà in premio, in trionfo, in gioia.
  Né  pensate che Dio è ingiusto nel distribuire i beni della Terra e la  durata della vita. Questo è quello che pensano coloro che già sono fuori  di Dio. I viventi nel Signore, delle privazioni, delle pene, delle  malattie, della precoce morte se ne fanno una gioia, poiché in tutte le  cose vedono la mano del Padre che li ama e che non può dare loro che  cose utili e buone; quelle cose, del resto, che ha dato a Me, suo  Figlio.
  Essi, già proiettati fuori da questo mondo, pensano e  desiderano unicamente la gloria di Dio, e Dio li rivestirà di gloria per  l’eternità. Saranno dimenticati o ricordati con orrore i malvagi; ma ai  santi, ai giusti, ai figli di Dio verrà dato culto duraturo e santo,  perché dei suoi diletti ha cura il Signore e non solo si cura di dar  loro la gioia nel Cielo, ossia Se stesso, ma fa dare loro onore vero  dagli uomini, facendo brillare come nuova stella lo spirito di un santo  agli occhi e alla mente degli uomini.»

[510] l’ho spiegato  più volte, soprattutto il 4, 5 e 22 agosto (terzo “dettato”) e il 7, 9,  10 e 16 ottobre. Accanto alla data, la scrittrice annota a matita un  rinvio biblico che può essere interpretato così: Sapienza 1, 12-16; 2-5.
[511] dico, come in Sapienza 1, 12.
[512] l’ho detto il 23 settembre.
[513] peccò, secondo il racconto di Genesi 3.
[514] Il miracolo di Lazzaro, del giovane di Naim e della figlia di Giairo, ricordati il 14 luglio e il 28 agosto; di una Maddalena, che è la Maria di Magdala menzionata il 13 e 27 ottobre; di uno Zaccheo, nel racconto di Luca 19, 1-10; di un Disma, già menzionato l’11 agosto; di un Longino, già menzionato il 23 aprile e il 7 settembre.

Eventuali violazioni ai DIRITTI d'AUTORE, se DEBITAMENTE SEGNALATE a ezio1944@gmail.com - VERRANNO IMMEDIATAMENTE RIMOSSE
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