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Novi_14 - Copia - VALTORTAVOX

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Lettura di: UNA VOCE AMICA


14 COLUI che PIANGETE non È MORTO, ma VIVE in ME QUADERNI_19431007

7 ottobre 1943
  Dice Gesù:
   «O tu che piangi perché la separazione[403]  ti è penosa e ti pare totale, pensa a ciò che ti dice Gesù. E vedrai  che essa separazione non è totale e che il dolore diminuisce.
  Il mio apostolo[404]  dice una parola ispirata alla quale solitamente vien dato significato  riferentesi solo ai viventi della Terra. Ma ne ha uno più ampio e  profondo che Io svelo a voi tutti, figli che piangete, a voi tutti  dolenti che soffrite per la morte di un vostro diletto.
  Colui o  colei che ora son morti, non si nutrirono forse del Sangue mio e della  Carne che s’è fatta pane agli uomini? E, se se ne nutrirono, la virtù  del Sangue e della Carne del vostro Salvatore non permane forse in essi  anche oltre alla morte?
  E che fa la morte umana rispetto allo  spirito sopraumano? Ha forse potere, la piccola morte, di separare da  Me, che vivo eterno, parti delle mie membra, solo perché esse sono morte  sulla Terra? E voi non vivete forse in Me, costituendo quella parte del  mio mistico Corpo che vive sulla Terra?
  Non sono forse queste verità inoppugnabili? Sì, che lo sono.
  Sappiate, sappiate, o voi tutti che piangete per il dolore di un lutto recente, che colui che piangete non è morto, ma vive in Me.  Sappiate che il medesimo Pane, che vi ha sfamato l’anima mentre eravate  uniti sulla Terra, mantiene la vita e la comunione fra i vostri spiriti  viventi quaggiù ed i trasumanati viventi in Me.
  Nulla può fare la piccola morte di male agli spiriti immortali. È la grande morte  quella da temersi, quella che veramente vi toglie in eterno un vostro  parente, un vostro coniuge, un vostro amico. La grande morte, ossia la  dannazione dell’anima, la quale separa realmente da Me cellule del mio  mistico Corpo cadute in preda delle cancrene di Satana.
  Ma per  coloro che sono morti nel mio Nome e che hanno nutrito in sé la vita  dello spirito con il Cibo eucaristico, che non perisce e che è sempre  preservazione dalla morte eterna, no, per essi non c’è da piangere, ma  da giubilare, perché essi sono usciti dal pericolo di morire per entrare  nella Vita.
  Pensa, pensate che ben difficilmente chi s’è nutrito  di Me può essere fratello di Giuda, simile a lui, al quale il mio Pane  non fu Vita ma Morte.
  A seconda della loro capacità di  assimilazione spirituale, il mio Pane, ossia Me stesso fatto cibo per  dare agli uomini la forza di conquistare il Cielo e la moneta per  entrarvi, darà ad essi una più o meno sollecita entrata nel Regno della  gloria, ma nel novantanove per cento dei casi dà sempre la salvezza  del­l’anima.
  Non piangete, perciò, genitori senza più figli,  coniugi senza più consorti, orfani senza più genitori. Non piangete.  Come alla madre del Vangelo, Io, che non mento mai, vi dico:[405] “Non piangete”.
  Credete in Me: Io vi renderò l’essere che amate  e ve lo renderò in un Regno dove la triste morte della Terra non ha  accesso e dove l’orribile morte dello spirito non è più possibile.
  Non piangete. Su voi tutti scenda questa speranza, che è fede, e la mia benedizione.»

[403] separazione dalla mamma, deceduta tre giorni prima. Per lo stesso motivo verrà il conforto del 9 ottobre.
[404] apostolo (Paolo) dice in 1 Corinzi 10, 16-17, cui la scrittrice rimanda, in calce, con un’annotazione a matita.
[405] dico, come in Luca 7, 13.

Eventuali violazioni ai DIRITTI d'AUTORE, se DEBITAMENTE SEGNALATE a ezio1944@gmail.com - VERRANNO IMMEDIATAMENTE RIMOSSE
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