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Novi_02 - Copia - VALTORTAVOX

Parole di vita ETERNA
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Lettura di: UNA VOCE AMICA


02 • 2ª VISIONE del PARADISO • Quaderni_19440306

Dice Giovanni:
«Sono io. Anche di me non temere. Io sono carità.  Tanto l’ho assorbita e tanto predicata, e tanto per ciò sono in Essa  fuso, che sono carità che parla.
Piccola sorella, noi lo possiamo  dire : “Le nostre mani hanno toccato il Verbo di vita perché la Vita s’è  manifestata e noi l’abbiamo veduta e l’attestiamo”.
Noi lo possiamo  dire, noi che ripetiamo le parole che il nostro amore Gesù Cristo ci  dice nella sua bontà che ogni bontà supera, e ci conduce in sentieri  fioriti di cui ogni fiore è una verità e una beatitudine celeste.
 Noi lo possiamo dire, noi saturi come alveare fecondo della dolcezza che  fluisce dalle labbra divine, da quelle labbra santissime che dopo aver  spezzato il pane della dottrina alle turbe di Galilea, della Palestina  tutta, hanno saputo consacrare il Pane per divenire Carne divina e  spezzare Se stesso per nutrimento dello spirito dell’uomo. Quelle labbra  innocentissime che tu hai visto  sanguinare e contrarsi e irrigidirsi  nella Passione e nella Morte subite per noi.
Noi lo possiamo dire:  “Questo è il messaggio che noi abbiamo ricevuto da Lui e che vi  annunziamo: Dio è Luce e in Lui non ci sono tenebre”. La sua Luce è in noi perché la sua Parola è Luce. Viviamo nella Luce e ne udiamo la celeste armonia.
 Vieni, piccola sorella. Ti voglio far udire l’armonia delle celesti  sfere, l’armonia della luce, poiché il Paradiso è Luce. Essa trabocca e  si spande dal Trino Splendore e invade di Sé tutto il Paradiso. Noi  viviamo nella e della Luce. Essa è il nostro gaudio, il nostro cibo, la  nostra voce.
Canta il Paradiso con parole di luce. È la luce. Lo  sfavillio della luce quello che fa questi accordi solenni, potenti,  soavi, in cui sono trilli di bambini, sospiri di vergini, baci di  amanti, osanna di adulti, gloria di serafini. Non son canti come quelli  della povera Terra, in cui anche le cose più spirituali devono  rivestirsi di forme umane. Qui è armonia di fulgori che producono suono.  È un arpeggio di note luminose che sale e scende con variar di fulgori,  ed è eterno e sempre nuovo, perché nulla si appesantisce di vecchiezza  in questo eterno Presente.
Ascolta questo indescrivibile concento e  sta’ felice. Unisci il tuo palpito d’amore. È l’unica cosa che puoi  unirvi senza profanare il Cielo. Sei ancora umana, sorella, e qui  l’umanità non entra. Ma l’amore entra. Esso ti precede. Precede lo  spirito tuo. Canta con esso. Ogni altro canto sarebbe stridere di  insetto nel grande coro celeste. L’amore è già sospiro armonico nel  dolce canto.
La pace di Gesù, nostro amore, sia con te.»
Padre, non posso descrivere la luminosità cantante che vedo e odo. Sono ebbra di questa bellezza, di questa dolcezza.
 Se un’immensa, sconfinata rosa, fatta di una luce rispetto alla quale  quella di tutti gli astri e i pianeti è scintilla di focolare, smuovendo  ad un vento d’amore i suoi petali desse suono, ecco qualcosa che  potrebbe assomigliare a quanto vedo e odo, e che è il Paradiso tuffato  nella luce d’oro della Trinità Ss. coi suoi abitanti di luce diamantina.
Basta. Basta. Taccio, ché la parola umana è bestemmia quando tenta di descrivere l’eterna Bellezza di Dio e del suo Regno.
Eventuali violazioni ai DIRITTI d'AUTORE, se DEBITAMENTE SEGNALATE a ezio1944@gmail.com - VERRANNO IMMEDIATAMENTE RIMOSSE
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